Achille Succi, Saxophonist, Clarinetist and Jazz Composer - Shiva's Dance
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Achille Succi - alto sax, bass clarinet
Christopher Culpo - piano
Oren Marshall - tuba

Shiva's Dance

(Neri Pollastri - allaboutjazz.com)

L'ascoltatore che, avuto tra le mani questo CD, lo inserisca nel riproduttore, verrà immediatamente investito da un brano in crescendo - Anthropofagy - che, nato da alcune isolate e rapsodiche note di ciascuno strumento, raggiunge un'intensità ed una tensione inusitate, producendo in breve un ritmo, una velocità ed un volume sonoro impressionanti, per poi rarefarsi in una serie di assoli.

Questo primo brano può essere considerato simbolicamente il biglietto di presentazione di Shiva's Dance, album appena inciso per l'etichetta friulana Artesuono da Achille Succi, ancia emergente del nostro paese, assieme a notevolissimi musicisti nostrani come il vibrafonista Andrea Dulbecco, il bassista Salvatore Maiore ed il batterista Massimo Manzi, e con la presenza dell'ospite americano, il trombettista Ralph Alessi.

La presenza di Alessi, oltre che rappresentare un vanto d'immagine e un pregio qualitativo, influenza significativamente le atmosfere dell'album, che appaiono spesso molto vicine al clima newyorchese: oltre ai gruppi dello stesso Alessi, vengono in mente quelli diretti ad esempio da Dave Douglas, ricchi di dinamismo, sinergia dei fiati, attenzione alla tessitura ed agli impasti cromatici.

È in particolare sul dinamismo che viene giocata gran parte del lavoro: oltre il primo brano, "Shiva's Dance", "Ping Pong" ed "Eu gosto". Nella title track il momento più incisivo, prima dei soli, è costituito dall'ostinato del vibrafono che sostiene e dà senso all'unisono dei fiati. Non mancano però momenti più lievi e venati di lirismo, come "Bill Frisell", "Momo", con un bel passaggio solistico di Alessi, e soprattutto la descrittiva "Morpheus", dominata da un lungo ed elaborato assolo di Succi al clarinetto basso, di grande espressività e che mette in luce le sue notevoli doti a questo strumento, con il quale, in certe modalità del canto, ricorda il grande Michel Portal. Il brano è molto bello e nella seconda parte lascia spazio per la tromba sordinata di Alessi.

Accanto ai due fiati, un'importanza del tutto centrale per l'economia del disco la riveste soprattutto il vibrafono di Dulbecco, che caratterizza molti dei brani con l'ampio spazio che si ritaglia per gli assoli e con le parentesi di relax che essi rappresentano nel quadro della tensione prodotta dai fiati.